Portale informativo e punto di riferimento per lo scrittore emergente

editori-italianiCaseeditrici.eu è un nuovissimo portale informativo dedicato alla case editrici italiane, soprattutto a quelle che pubblicano senza contributo opere di narrativa (ma anche di saggistica) di autori emergenti. Un progetto, il nostro, sicuramente ambizioso e impegnativo, ideato con l’intento di informare autori (scrittori) e lettori su tutte le case editrici attive e di ogni genere: fantasy, fumetti, pubblicazioni scientifiche, storiche, manualistica, poesia ecc.

Il mercato editoriale nostrano è certamente al momento molto complesso: da una parte assistiamo all’aumento degli editori a pagamento, attività lecita la quale comunque “intasa” la filiera distributiva e i social network, dall’altra, le piccole case editrici indipedenti non a pagamento chiudono e i lettori, anche dei libri editi da importanti gruppi editoriali vanno scemando, per quanto vi sono sempre grandi best sellers di autori famosi. Il nostro obiettivo è quindi quello di offrire una visione chiara e imparziale di tutta l’editoria nostrana, al fine di far nascere nuove consapevolezze in chi scrive libri e più di ogni cosa in chi li ama leggere.

Intendiamo creare un ricco database, ma senza essere dispersivi, inserendo case editrici non più attive oppure troppo settoriali per rivestire un interesse collettivo del pubblico e degli utenti del sito.

Le prime case editrici saranno inserite dalla nostra redazione, ma vogliamo incoraggiare tutti gli editori a chiedere l’inserimento della propria casa editrice e, qualora interessati, anche un’intervista al proprio direttore editoriale. In questo modo potremo fornire informazioni sempre più precise, utili e attuali, anche se consigliamo sempre di accedere direttamente al link del sito della casa editrice, al fine di ottenere notizie aggiornate sull’editore scelto. editori italiani

Naturalmente è nostra intenzione suddividere le case editrici per città, e trattare anche di alcune realtà editoriali straniere, come potrete appurare dal menù in alto. Questo, ovviamente, avverrà quando avremo raggiunto un buon numero di editori inseriti nel nostro portale dell’editoria italiana.

Argomenti utili per chi vuole inviare un’opera presso una casa editrice:

Editori che non vogliono raccomandate

casa-editriceSono numerose le case editrici che sul proprio sito esortano gli autori a utilizzare la posta ordinaria, evitando l’uso di raccomandate o corrieri. Questo viene fatto per una ragione molto semplice:
se nella sede della casa editrice non fosse presente nessuno al momento della consegna, un responsabile (o lo stesso editore) sarebbe poi costretto a recarsi in posta per ritirare il vostro manoscritto. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: lettere e pacchi vengono consegnati in orari di ufficio, come è possibile quindi che nessuno sia presente in casa editrice?

Semplice: si tratta di case editrici talmente piccole, che sono spesso composte dal solo editore o dalla sua compagna o compagno al massimo. Oppure, addirittura, si tratta della residenza privata dell’editore stesso. Ecco perché può capitare che nessuno sia presente. Questo rappresenta un grosso inconveniente per gli autori, poiché è fin troppo noto a tutti il problema dei pacchi ordinari che spesso non giungono a destinazione.

Quindi, oltre il danno circa la mancata consegna della vostra opera, si aggiungerebbe anche la beffa di un’attesa completamente inutile. Forse, in linea di massima, case editrici del genere non danno comunque una grossa affidabilità e sarebbe probabilmente meglio evitarle anche se, ovviamente, ogni caso merita una valutazione a parte.

Cosa cercano gli editori?

Siamo di fronte ad una domanda apparentemente complessa alla quale però si può rispondere in modo diretto e banale, ovvero: come in tutte le aziende, lo scopo principale di una casa editrice risulta essere di natura commerciale. Quindi l’editore tenderà a ricercare quei prodotti editoriali che meglio si adattano alla esigenze del mercato (lettori). Ovviamente, per fare ciò, l’azienda – casa editrice, necessita di importanti guadagni per poter a sua volta investire nelle successive pubblicazioni. Si tratta di un ciclo la cui continuità deve essere necessariamente garantita dall’alta vendibilità dei prodotti. Quest’ultima, come abbiamo precedentemente affermato, è a sua volta determinata da diversi fattori: la tipologia dell’opera (tematica trattata), l’originalità del contenuto e soprattutto dalla notorietà dell’autore.

Sarebbe bello pensare agli editori come a dei talent scout, persone interessate a far conoscere al pubblico scrittori di talento. Il problema, oltre ai lettori che non sono interessati a leggere opere di autori sconosciuti, è a monte, a partire dagli stessi editori, che non sono in grado di far emergere proprio nessuno, neanche loro stessi, in quanto per poter promuovere un libro di un autore esordiente, dovrebbero essere in possesso di mezzi e strumenti che oggettivamente mancano loro. Ancora oggi, sebbene viviamo in un’epoca nella quale tutti i limiti e restrizioni di sorta vengono abbattuti e oltrepassati quotidianamente, non v’è spazio, nella scrittura, per una vera libertà creativa. Editori, redattori, editor e agenti letterari vessano lo scrittore, soffocandone la sua personalità, cancellando tutto ciò che lo contraddistingue dagli altri. Tutto questo, quasi sempre per fini commerciali. Soltanto un vasto numero di lettori, non dieci, venti o cento, ma diecimila e oltre, possono sentenziare il valore di un’opera. Abbiamo sempre visto come i precursori di ogni campo abbiano subìto scherno e insuccesso solo perché non conformi al pensiero della massa del loro tempo. Le grandi case editrici vogliono creare libri omologati, globalizzati e quel che è peggio, molti autori si stanno abituando a ciò. Nessuno che guardi oltre, c’è la paura di osare. Per tale ragione, gli editori, piccoli o grandi che siano, non cercano tanto opere valide, quanto piuttosto autori validi, che a prescindere dal valore della loro opera, abbiano diversi canali di autopromozione. Del resto, siamo tutti bombardati dalla pubblicità, quindi sappiamo cosa essa comporti nel nostro vivere di tutti i giorni.

Ci siamo mai domandati se siamo realmente noi a stabilire quale libro leggere? Cos’è che ci fa scegliere di acquistare un determinato testo? Possiamo essere indotti all’acquisto di un libro semplicemente dalla sua copertina accattivante, piuttosto che dal suo contenuto, come già dichiarato  nella premessa e questo è già abbastanza “grave”. Oppure, può essere un particolare della trama che sentiamo nostro e quindi crediamo che la lettura di quel libro ci arricchirà sul piano personale e culturale. Tuttavia, chi di noi ha il tempo di sfogliare tutti i libri presenti in una libreria? Inoltre, troviamo realmente quello che stiamo cercando? Ci sono libri che vorremmo leggere ma dei quali non sappiamo nemmeno l’esistenza:

“I libri vengono pubblicati con tale velocità, che ci rendono esponenzialmente più ignoranti. Se leggessimo un libro al giorno, trascureremmo gli altri quattromila pubblicati nello stesso giorno.” Da“I troppi libri”, di Gabriel Zaid – Jaca Book.
Zaid ha ragione: ci sono troppi libri e per questa ragione nessuno riesce più a trovare da solo il libro che cerca. Le librerie hanno una ridottissima percentuale di tutti i libri pubblicati ogni anno. In realtà, sono i Mass Media che decidono per noi. Crediamo di effettuare delle scelte libere, invece molti di noi corrono in libreria solo quando vedono un libro osannato dai grandi quotidiani, senza curarsi del suo vero valore. Sono loro che ci guidano, senza che noi ce ne accorgiamo. Solamente il diventare consapevoli di ciò, ci consentirà di effettuare delle scelte future più libere e non condizionate da una propaganda commerciale spesso ipocrita e ingannatrice. Molti libri saranno sicuramente validi, ma quello che è giusto ribadire, è che:

  • un libro valido ben pubblicizzato vende;
  • un libro valido non pubblicizzato non vende;
  • un libro mediocre ben pubblicizzato vende;
  • un libro mediocre non pubblicizzato non vende;

Ecco il punto: in primis conta sempre l’accesso alla “Stampa importante”, ai Mass Media, e osserviamo come anche libri pessimi abbiano successo. Ciò è triste, ma non è il caso di fare discorsi ipocriti, retorici o sentimentali, questa è la realtà che stiamo vivendo e con essa dobbiamo rapportarci.

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